Al momento stai visualizzando La DC è il partito della gioia

Credo che oggi, a qualche giorno dalle vicende del più antico parlamento d’Europa e al clamore sopito, serva qualche riflessione.
Il tempo della politica non può essere vissuto come un gioco e le mistificazioni non vivono a lungo perché la verità è figlia del tempo e, prima o poi, riappare per significare le sue ragioni. Bisogna mettere in conto che delusioni e amarezze sono il prezzo che si paga alla passione per la politica, ma deve però esserci il desiderio di viverla con lealtà e, ancor di più, la necessità che nel campo di battaglia dell’intimo dell’uomo prevalga il senso di umanità e il rispetto delle Istituzioni che vanno salvaguardate sempre.

Bisogna sapere e volere costruire il presente e, se non lo si fa, non bisogna illudersi di saperlo e volerlo fare domani perché il domani è già oggi. Si varchi la soglia dell’uscio dello spazio dei sogni perché è proprio lì che dimora la speranza ed è proprio lì che la ragione prende forma. Quello che conta è il coraggio di andare avanti. Per quel che mi riguarda, ho la consapevolezza di non essermi issato da solo, ma di aver colto il sorriso di chi si è chinato, mi aiutato e mi ha ridato la fiducia. Anche se non posso non notare che sono in troppi ad ergersi moralisti, maestri, professori, opinionisti, influencer, ma ricordo, a me stesso e non a loro, che adesso cominciamo ad avere nostalgia e necessità di semplici alunni e di uomini che hanno voglia di combattere per le cose in cui credono.

Si parla troppo di diritti e poco di doveri, dimenticando che ogni diritto comporta un dovere e chi non lo compie non dà un buon esempio. Stiamo lavorando con umiltà e con determinazione per far sì che la DC sia ‘il partito della gioia’, volendo con questo dire che lo vogliamo semplice, libero, aperto, democratico, dove i legami che lo tengano unito e lo facciano crescere diverso da quello che è stato siano l’amicizia e la lealtà, la voglia di non lasciare indietro nessuno e di tendere loro la mano e tutti insieme lavorare per riorganizzare la speranza. Questa terra ha bisogno prima di ogni altra cosa di ritrovare la speranza perché è essa che può darci quello che serve innanzi tutto: il desiderio del ‘mare infinito e il cielo azzurro.

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